vignamaggio  Vigneti e oliveti

Archivio di Stato di Firenze, catasto 1427

"Una chasa overo palagio daccitadino posta nel popolo di Santa Maria a Petriolo di Valdigreve, luogho detto Vignamaggio con due horti confinata da hogni parte dal mio medesimo di due poderuzzi che apresso dicho. E i detti horti follavorare a mia mani et chostami I° fante vi tengho Per detta chagione la spesa è del salario di f.XV lano a matteo da Siena. Richolgovi per anno cognia 6 in cogna 7 di vino et ovi di spesa holtre alle spese e salario del detto famiglio alla vigna mia et opra assai mene conviene mettere perché è tutta detta vigna sassi e bisognavi mettervi suso ognianno lupini colombina e altro per manterla perché horamai arbitrate voi quello che metti nulla rende che dandole come suso allavoratore perché in cattivi terreni me lo ghuasterebbe tosto e di mezzo non credo me ne tochasse cognia 2 1/2 in cognia 3 per anno"

catasto firenze 1427catasto firenze 1427catasto firenze 1427

La proprietà si estende su 160 ettari, collocati nel cuore del Chianti Classico nel Comune di Greve in Chianti e si trova a 33 Km da Firenze e a 35 Km da Siena.

Vignamaggio vigneti

Vignamaggio coltiva a vigneto 42 ettari. Le colture hanno un'esposizione prevalente a sud-ovest e ad est ed un'altitudine compresa fra m 330 e m 400 s.l.m.

Il vitigno principale è costituito dal Sangiovese, che occupa l' 82% della superficie vitata.
Il Cabernet Franc è una vera particolarità dell'azienda, perché è rappresentato da viti di oltre quaranta anni dalla bassa produttività, che si trovano in mezzo a quelle di Sangiovese nei vecchi vigneti. Dal 1990 l'uva di questo vitigno è stata vinificata separatamente.

La densità di impianto dei vecchi vigneti è di 3500 ceppi per ettaro, e le potature sono "a capovolto", che prevede un tralcio con 6-7 gemme piegato verso il basso.

I vigneti nuovi vengono invece piantati con una densità di 5680 ceppi per ettaro e sono potati a cordone speronato semplice o doppio, che è costituito da uno o due tralci permanenti orizzontali a 60/70 cm da terra, su cui vengono lasciati nella potatura da 4 a 6 corti "speroni" di 1 o 2 gemme.
In caso di squilibrio produttivo si interviene al momento dell'invaiatura (cambiamento di colore degli acini da verde a rosso), cioè a fine luglio, eliminando i grappoli in eccesso.

Vignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e oliveti

Gli oliveti, di età imprecisabile, ma ripristinati dopo la drammatica gelata del 1984, coprono una superficie di 11 ettari con 2800 piante, che sono costituite dalle tradizionali varietà chiantigiane, vale a dire Frantoio, Leccino, Moraiolo e Pendolino, che vengono allevate a vaso policonico. Gli oliveti sono iscritti alla Denominazione di Origine Protetta "Chianti Classico".

Il Frantoio, detto anche Correggiolo, Frantoiano o Razzo, è originario della Toscana. L'olio è molto pregiato, fine, sapido, molto fruttato.

Il Moraiolo, detto anche Morellino o Morello, è anch'esso una varietà toscana, diffusa in tutta l'Italia Centrale. L'olio è particolarmente apprezzato per gli elevati contenuti della frazione non saponificabile (squalene).

Il Leccino ha un'origine incerta ed è coltivato in tutta Italia. E' una varietà molto resistente al freddo.

Il Pendolino, detto anche Piangente, è originario del comprensorio fiorentino. Il portamento della pianta è decisamente pendulo: da qui il nome.

Vignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e olivetiVignamaggio vigneti e oliveti