residenza d'epoca

vignamaggio

 

Volete conoscere i motivi che mi hanno spinto ad acquisire una storica tenuta nel Chianti in quel di Greve e di valorizzarne la già qualificata produzione di vino e di olio, nonché crearvi una struttura ricettiva con suites, camere e appartamenti in affitto? Leggete quanto segue:

Quando, un giorno, anni fa, il mio amico d'infanzia Cesi Tibaldi mi telefonò dalla sua bella casa di Lamole per chiedermi se avessi interesse all'acquisto di una "villa rinascimentale con tenuta vinicola" non avrei mai immaginato che di quella villa, Vignamaggio, avrei finito per diventare proprietario.

L'incontro tra me e Vignamaggio, seguito a quella telefonata, ha segnato l'inizio di un'avventura e un'esperienza che dura ormai da quattro lustri, con immutata passione. Questo periodo ha significato per me la scoperta o la riscoperta di sensazioni che celiamo per innato ritegno o che vengono offuscate dalla quotidiane occupazioni e che nascono o riemergono a contatto con una realtà catodica: un essere, una "cosa".

Chi ha conosciuto l'odore del muschio in un sottobosco umido o chi ha visto la nebbia che riempie una valle adagiarsi sui rami dei faggi o avanzare tra i filari delle vigne e chi ha udito quanto si ode nel silenzio del bosco, mi comprende.

Vignamaggio è questo e altro ancora che le appartengono e la distinguono: un piccolo scrigno rinascimentale, dalle linee pure e semplici, situato in una cornice che è molto prossima a quella della sua nascita, nonostante le opere dell'uomo ne abbiano alterato la originaria bellezza; vivono tuttora le vestigia della fattoria; campi, vigne, cantine, ulivi, botti, alveari, orci tutti a loro agio e in armonia con quadri, arazzi, alabarde, volte a vela.

L'incontro con Vignamaggio è diventato un lungo assaporare di sensazioni che ha da un lato appagato ogni cellula in me, dall'altro suscitato un bisogno di esprimere gratitudine attraverso l'attenzione alle materiali cure delle cose e la conservazione della spiritualità che dal luogo emana.

 

Gianni Nunziante

 

Quis, post vina, gravem militiam aut pauperiem crepat?
Quis not te potius, Bacche pater, teque, decens venus?
(Orazio a Qintilio Varo)